Riforma del sistema sanzionatorio tributario: meno severità, più proporzionalità
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato un decreto legislativo che riforma il sistema sanzionatorio tributario, in attuazione della delega fiscale (L. 111/2023).
Le novità principali:
- Minori sanzioni: L’obiettivo principale è rendere le sanzioni meno severe e più proporzionate all’entità delle violazioni. Ad esempio, le sanzioni per infedele dichiarazione e violazioni in tema di fatturazione saranno ridotte e stabilite in misura fissa.
- Addio alla retroattività: Le nuove norme, ad eccezione di quelle penali, si applicheranno solo alle violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024, eliminando l’effetto retroattivo.
- Dilazione delle sanzioni: Sarà possibile rateizzare le somme dovute per la definizione agevolata delle sanzioni in caso di impugnazione dell’atto impositivo.
- Acquiescenza processuale: Reintrodotta la possibilità di definire le sanzioni al terzo rinunciando al ricorso in caso di annullamento parziale dell’atto.
- Cumulo giuridico nel ravvedimento: Sarà possibile applicare il cumulo giuridico anche nel ravvedimento operoso, limitatamente al singolo periodo di imposta e alla singola imposta.
- Modifiche all’IVA: Importanti novità riguardano l’IVA, tra cui una riforma del regime sanzionatorio sulla “fattura spia” e l’eliminazione della “duplicazione” delle violazioni in caso di indebita detrazione IVA.
Conclusioni:
La riforma mira a rendere il sistema sanzionatorio tributario più equo e meno punitivo, incentivando l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti.




