Tassazione delle criptovalute in Italia nel 2025: scopri le novità, gli obblighi e le opportunità per gli investitori. Le nuove norme sulla tassazione criptovalute 2025 comportano significative novità.
La crescente diffusione delle criptoattività ha portato il legislatore italiano a regolamentarne la tassazione, introducendo nel corso degli anni diverse normative e provvedimenti volti a chiarire il trattamento fiscale di questi strumenti finanziari innovativi. La Legge di Bilancio 2025 ha apportato ulteriori novità al quadro normativo, in particolare con l’aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze, rendendo fondamentale un’analisi approfondita della fiscalità delle criptoattività in Italia. È quindi importante discutere la tassazione criptovalute 2025 per comprendere appieno le nuove disposizioni.
Questo articolo si propone di fornire una panoramica completa sulla tassazione delle criptoattività nel nostro Paese, con particolare attenzione alle recenti modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. Verranno analizzati gli aspetti più rilevanti, tra cui la tassazione delle plusvalenze, il trattamento fiscale delle stablecoin, gli obblighi dichiarativi e le sanzioni previste per il mancato rispetto della normativa.
Tassazione delle plusvalenze
Le plusvalenze derivanti dalla vendita di criptovalute sono considerate reddito diverso ai fini fiscali 2 e sono soggette a tassazione con un’imposta sostitutiva del 26%3. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 ha previsto un aumento dell’aliquota al 42% a partire dall’anno 20254. Questo incremento ha generato un acceso dibattito nel mondo cripto italiano, con preoccupazioni riguardo ai possibili impatti negativi sul settore5. In particolare, si teme che questa aliquota possa risultare discriminatoria rispetto ad altri strumenti finanziari che incorporano le cripto-attività come sottostante, come fondi ed ETP5. L’aumento dell’aliquota potrebbe inoltre influire negativamente sulla competitività dell’Italia nel settore delle criptovalute, spingendo gli investitori verso giurisdizioni con regimi fiscali più favorevoli.
Per il calcolo delle plusvalenze, è necessario determinare il valore equo di mercato dei coin o token in euro al momento della vendita3. La Legge di Bilancio 2025 introduce inoltre la possibilità di rivalutare le cripto-attività possedute al 1° gennaio 2023 con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 14%7. Questa opzione consente di “azzerare” le plusvalenze maturate fino a quella data, riducendo l’impatto dell’aumento dell’aliquota.
Trattamento fiscale delle stablecoin
Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è ancorato a quello di un’attività stabile, come una valuta fiat (es. euro o dollari), un bene specifico o un paniere di attività8. A differenza delle criptovalute tradizionali, come Bitcoin o Ethereum, che sono caratterizzate da un’elevata volatilità, le stablecoin mirano a mantenere un valore stabile nel tempo. Esempi di stablecoin includono Tether (USDT), USD Coin (USDC) e Binance USD (BUSD).
Il loro trattamento fiscale è oggetto di dibattito, in particolare per quanto riguarda l’applicazione del MICA (Markets in Crypto-assets), il regolamento europeo che disciplina il mercato delle criptoattività. Alcune interpretazioni considerano le stablecoin come E-Money Token (EMT), che sarebbero quindi tassabili9. Tuttavia, allo stato attuale, nessuna stablecoin soddisfa i criteri EMT9. Pertanto, le conversioni in stablecoin, ad esempio da Bitcoin a USDT, dovrebbero essere considerate neutre dal punto di vista fiscale9. È importante sottolineare che questo aspetto potrebbe cambiare in futuro, con l’evoluzione del quadro normativo e l’eventuale adeguamento delle stablecoin ai requisiti del MICA.
L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 30/2023, ha chiarito che la permuta tra cripto-attività aventi eguali caratteristiche e funzioni non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante8. Tuttavia, non viene specificato in modo univoco cosa si intenda per “eguali caratteristiche e funzioni”10 lasciando spazio a diverse interpretazioni e potenziali incertezze per i contribuenti. Questa ambiguità normativa potrebbe generare difficoltà nell’applicazione della normativa e potenziali contenziosi con l’Amministrazione finanziaria.
Obblighi dichiarativi: Quadro RW e W
La detenzione di criptovalute è soggetta a monitoraggio fiscale11. I contribuenti sono tenuti a dichiarare le proprie criptoattività, incluse le criptovalute, NFT, utility token e security token, nel Quadro RW del Modello Redditi Persone Fisiche o nel Quadro W del Modello 73012. La Legge di Bilancio 2023 ha esteso l’obbligo di monitoraggio a tutte le cripto-attività, non solo alle criptovalute13.
Nel Quadro RW, è necessario indicare il valore delle cripto-attività detenute al termine del periodo d’imposta14. La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di rivalutarle al 1° gennaio 2023, con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 14%12.
Le scadenze per la presentazione del Quadro RW e W sono riassunte nella seguente tabella: 15
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Modello |
Quadro |
Scadenza |
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730 |
W |
30 settembre |
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Redditi PF |
RW |
31 ottobre |
Circolare Agenzia Entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023
La Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023 dell’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni operative in merito alle nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 sul trattamento fiscale delle cripto-attività.
- Le cripto-attività sono definite come una rappresentazione digitale di valore o diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga.
- La legge di bilancio 2023 ha introdotto una nuova categoria di redditi diversi definendo le cripto-attività e stabilendo che le plusvalenze e altri proventi derivanti da operazioni su cripto-attività siano tassati come redditi diversi con l’aliquota del 26%.
- La circolare fornisce un quadro tecnico-giuridico di riferimento, esaminando l’inquadramento delle cripto-attività in ambito europeo e nazionale.
- Il documento passa poi ad analizzare il regime fiscale previgente (ante Legge di Bilancio 2023) e quello attuale (post Legge di Bilancio 2023).
- In merito alla normativa previgente, la circolare ripercorre le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate fino al 2022, soffermandosi in particolare sul trattamento fiscale delle società operanti nell’intermediazione di criptovalute, la cessione di utility token e il regime fiscale dei titolari di cripto-attività (redditi derivanti da cessione a termine, da prelievi da wallet, da CFD, da token e da staking, obblighi di monitoraggio fiscale e imposta di bollo).
- Il nuovo regime fiscale, in vigore dal 1° gennaio 2023, prevede che i titolari di cripto-attività siano soggetti a tassazione con l’aliquota del 26% sulle plusvalenze realizzate e sugli altri proventi percepiti. La legge prevede anche un regime transitorio per le plusvalenze e minusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2022 e la possibilità di rideterminare il costo o valore di acquisto delle cripto-attività al 1° gennaio 2023.
- La circolare si sofferma anche sugli obblighi a carico degli intermediari, sulle modifiche alla disciplina del monitoraggio fiscale, sulla valutazione delle cripto-attività nel reddito d’impresa e sulla rideterminazione del valore delle cripto-attività.
- Infine, il documento tratta della tassazione indiretta, esaminando l’imposta sul valore aggiunto (IVA), l’imposta di bollo, l’imposta sul valore delle cripto-attività, l’imposta sulle successioni e donazioni, la regolarizzazione delle cripto-attività e i presupposti di territorialità.
Secondo la Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023, una plusvalenza è fiscalmente rilevante quando deriva da:
- Cessioni a titolo oneroso o rimborso di cripto-attività (a pronti, a termine o permuta) diverse da quelle qualificabili come strumenti finanziari e diversi da metalli preziosi, monete e valute estere;
- Cessioni a titolo oneroso di utility token (diversi da quelli qualificabili come strumenti finanziari);
- Attività di staking;
- Cessioni di NFT (Non-Fungible Token) già emessi;
- Prelievo di valute estere da depositi o conti correnti (se la giacenza media supera i 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi).
Inoltre, la circolare chiarisce che la nuova normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 non si applica a:
- Cripto-attività qualificabili come strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ecc.) emesse in forma digitale;
- Redditi derivanti da contratti derivati (CFD) aventi come sottostante cripto-attività.
Tali redditi continueranno a essere tassati secondo le disposizioni previgenti.
Sanzioni per il mancato rispetto della normativa
Il mancato rispetto della normativa fiscale sulle criptovalute può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie8. In particolare, la mancata compilazione del Quadro RW può essere punita con una sanzione che va dal 3 al 15% degli importi non dichiarati8. Tale sanzione può essere raddoppiata (dal 6 al 30%) nel caso in cui i beni da dichiarare siano localizzati in paradisi fiscali13.
Inoltre, la Legge di Bilancio 2023 ha previsto una procedura di regolarizzazione per i contribuenti che, entro il 31 dicembre 2021, possedevano criptoattività in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale o hanno omesso di indicare i relativi redditi in dichiarazione16. La regolarizzazione prevede il pagamento di una sanzione dello 0,5% del valore delle criptovalute non dichiarate per ciascun anno e di un’imposta sostitutiva del 3,5% del valore delle criptoattività16.
Esempi pratici
Per comprendere meglio le diverse situazioni di tassazione delle criptovalute, è utile considerare alcuni esempi pratici:
- Acquisto e vendita di Bitcoin: Se un contribuente acquista 1 Bitcoin a €20.000 e lo vende successivamente a €30.000, realizza una plusvalenza di €10.000. Se tale plusvalenza, sommata ad eventuali altre plusvalenze realizzate nel corso dell’anno, supera la soglia di €2.000, sarà soggetta a tassazione con l’imposta sostitutiva del 26% (o del 42% a partire dal 2025).
- Staking: Le ricompense ottenute tramite staking, ovvero la partecipazione alla validazione delle transazioni su una blockchain, sono considerate reddito imponibile 17 e devono essere dichiarate nel Quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche.
- Conversione tra criptovalute: La conversione di una criptovaluta in un’altra, ad esempio da Bitcoin a Ethereum, non genera plusvalenze tassabili9. Tuttavia, la conversione in stablecoin è oggetto di dibattito, in particolare per quanto riguarda le stablecoin che potrebbero in futuro essere qualificate come EMT9.
- Movimento tra wallet: Lo spostamento di criptovalute da un wallet ad un altro, ad esempio a seguito di un’operazione di compravendita, non genera di per sé reddito imponibile18. Tuttavia, l’equiparazione del “prelievo” di valuta estera allo spostamento di criptovalute tra wallet potrebbe avere rilevanza fiscale nel caso in cui il contribuente non sia in grado di dimostrare la natura dell’operazione.
FAQ
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Le plusvalenze realizzate su exchange non regolamentati o non riconosciuti in Italia possono non essere dichiarate?
No, le plusvalenze realizzate su qualsiasi exchange, anche se non regolamentato o riconosciuto in Italia, devono essere dichiarate nel Modello Redditi Persone Fisiche. La residenza fiscale del contribuente è il fattore determinante per la tassazione, non la localizzazione dell’exchange. A tal proposito, è importante ricordare che la CONSOB riconosce due categorie di mercati regolamentati esteri: quelli autorizzati ai sensi della disciplina europea e quelli riconosciuti tramite accordi specifici con le autorità di vigilanza del Paese in cui il mercato è localizzato.
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Cosa cambia per le mie criptovalute con la nuova Legge di Bilancio 2025?
La principale novità riguarda l’aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze dal 26% al 42% a partire dall’anno 2025. Inoltre, la Legge di Bilancio 2025 introduce un limite massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro.
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Come si determina il valore delle criptovalute ai fini della dichiarazione?
Il valore delle criptovalute deve essere determinato al termine del periodo d’imposta o al termine del periodo di detenzione. È possibile fare riferimento alla quotazione delle criptovalute sulle piattaforme di scambio o su siti specializzati.
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Cosa succede se ho commesso errori nella dichiarazione delle criptovalute negli anni precedenti?
È possibile regolarizzare la propria posizione tramite la procedura di regolarizzazione prevista dalla Legge di Bilancio 2023.
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Dove posso trovare maggiori informazioni sulla tassazione delle criptovalute in Italia?
Informazioni dettagliate e aggiornate sulla tassazione delle criptovalute sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, su siti specializzati, e su altre banche dati fiscali.
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Quali sono le attività che generano plusvalenze fiscalmente rilevanti?
Sono fiscalmente rilevanti le plusvalenze derivanti da: cessioni a titolo oneroso o rimborso di cripto-attività (a pronti, a termine o permuta) diverse da quelle qualificabili come strumenti finanziari e diversi da metalli preziosi, monete e valute estere; cessioni a titolo oneroso di utility token (diversi da quelli qualificabili come strumenti finanziari); attività di staking; cessioni di NFT (Non-Fungible Token) già emessi; prelievo di valute estere da depositi o conti correnti (se la giacenza media supera i 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi).
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A cosa non si applica la normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2023?
La nuova normativa non si applica a: cripto-attività qualificabili come strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ecc.) emesse in forma digitale; redditi derivanti da contratti derivati (CFD) aventi come sottostante cripto-attività..
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Quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta la normativa?
Il mancato rispetto della normativa fiscale sulle criptovalute può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie. In particolare, la mancata compilazione del Quadro RW può essere punita con una sanzione che va dal 3 al 15% degli importi non dichiarati. Tale sanzione può essere raddoppiata (dal 6 al 30%) nel caso in cui i beni da dichiarare siano localizzati in paradisi fiscali.
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Esiste una procedura per regolarizzare la propria posizione se ho commesso errori nella dichiarazione delle criptovalute negli anni precedenti?
Sì, la Legge di Bilancio 2023 ha previsto una procedura di regolarizzazione per i contribuenti che, entro il 31 dicembre 2021, possedevano criptoattività in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale o hanno omesso di indicare i relativi redditi in dichiarazione. La regolarizzazione prevede il pagamento di una sanzione dello 0,5% del valore delle criptovalute non dichiarate per ciascun anno e di un’imposta sostitutiva del 3,5% del valore delle criptoattività.
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Come vengono tassate le criptovalute ricevute in regalo o eredità?
Le criptovalute ricevute in regalo o eredità sono soggette a tassazione. In caso di donazione, il donatario è tenuto a dichiarare il valore delle criptovalute ricevute e a pagare l’imposta di donazione. In caso di eredità, gli eredi sono tenuti a dichiarare il valore delle criptovalute ricevute e a pagare l’imposta di successione.
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Come posso dimostrare il costo di acquisto delle mie criptovalute in caso di controllo fiscale?
È importante conservare una documentazione accurata di tutte le transazioni effettuate, inclusi gli estratti conto bancari, le ricevute degli acquisti e le conferme degli ordini di vendita. In questo modo, sarà possibile dimostrare il costo di acquisto delle criptovalute e calcolare correttamente le eventuali plusvalenze.
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Quali sono le conseguenze fiscali del mining di criptovalute?
Il mining di criptovalute può generare redditi imponibili. Le modalità di tassazione dipendono dall’attività svolta: se il mining è svolto in forma occasionale, i redditi sono considerati redditi diversi; se invece il mining è svolto in forma professionale, i redditi sono considerati redditi d’impresa.
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Devo pagare l’IVA sulle transazioni in criptovalute?
L’IVA si applica alle transazioni in criptovalute solo nel caso in cui le criptovalute siano utilizzate come mezzo di pagamento per l’acquisto di beni o servizi soggetti a IVA.
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Ci sono agevolazioni fiscali per chi investe in criptovalute?
Al momento, non sono previste agevolazioni fiscali specifiche per chi investe in criptovalute.
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Cosa succede se trasferisco le mie criptovalute all’estero?
Il trasferimento di criptovalute all’estero può avere rilevanza fiscale. Se il trasferimento avviene verso un paese a fiscalità privilegiata, il contribuente è tenuto a dichiarare il valore delle criptovalute trasferite nel Quadro RW del Modello Redditi Persone Fisiche.
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Quali sono le prospettive future per la tassazione delle criptovalute in Italia?
La tassazione delle criptovalute in Italia è in continua evoluzione. È possibile che in futuro vengano introdotte nuove norme o modifiche alla normativa vigente.
Conclusioni
La tassazione delle criptoattività in Italia è un argomento complesso e in continua evoluzione. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto importanti novità, in particolare l’aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze, che potrebbe avere un impatto significativo sugli investitori e sul settore delle criptovalute nel suo complesso. È fondamentale per i contribuenti rimanere aggiornati sulla normativa vigente e adempiere correttamente agli obblighi dichiarativi, al fine di evitare sanzioni.
Per una corretta gestione della propria posizione fiscale in relazione alle criptoattività, è essenziale tenere una documentazione accurata di tutte le transazioni effettuate, al fine di poter determinare con precisione il costo di acquisto (o valore medio ponderato) delle criptovalute e calcolare le eventuali plusvalenze o minusvalenze22.
Si consiglia di consultare fonti autorevoli e di rivolgersi a professionisti del settore per ottenere una consulenza personalizzata e gestire al meglio la propria posizione fiscale in relazione alle criptoattività. Mentre fonti autorevoli come Eutekne e Memento sono state consultate durante la redazione di questo articolo, informazioni specifiche sulla tassazione delle criptovalute non erano prontamente disponibili sulle loro piattaforme al momento della stesura.
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Bibliografia
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- Guida fiscale 2024: tasse sulle criptovalute in Italia – Blockpit, accesso eseguito il giorno gennaio 6, 2025, https://www.blockpit.io/tax-guides/guida-fiscale-sulle-criptovalute-italia
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- Criptovalute: la compilazione del quadro RW sul monitoraggio fiscale – FISCOeTASSE.com, accesso eseguito il giorno gennaio 6, 2025, https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/32157-criptovalute-la-compilazione-del-quadro-rw-sul-monitoraggio-fiscale.html
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