Un accordo biennale tra Fisco e contribuente
Il concordato preventivo biennale, introdotto dal Decreto Legislativo 13/2024, rappresenta una novità significativa nel sistema tributario italiano. Questa misura, parte della più ampia riforma fiscale, mira a semplificare gli adempimenti fiscali per i contribuenti di minori dimensioni, incoraggiando al contempo l’emersione spontanea di materia imponibile. Ciò avviene sfruttando le nuove tecnologie e i dati a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale?
Si tratta di un accordo biennale tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate, che stabilisce in anticipo il reddito imponibile derivante da attività d’impresa o di lavoro autonomo. Questo accordo ha effetto ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF o IRES) e dell’IRAP, ma non riguarda l’IVA.
Chi può aderire?
Il concordato è riservato a due categorie di contribuenti:
- Soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilità): Sono quei contribuenti con ricavi o compensi annui non superiori a 5.164.569,00 euro.
- Contribuenti in regime forfetario: Chi opera sotto il regime forfetario della L. 190/2014.
Vantaggi dell’adesione
I vantaggi derivanti dall’adesione al concordato sono molteplici:
- Esenzione da accertamenti fiscali: basati sull’art. 39 del DPR 29.9.73 n. 600.
- Annullamento del carico tributario: sul reddito eccedente quello concordato.
- Regime premiale ISA: Per i soggetti ISA, l’adesione comporta l’esonero dal visto di conformità, l’esclusione dalla disciplina delle società non operative e altri benefici.
- Controllo fiscale mirato: L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza concentreranno le loro risorse sui soggetti che non aderiscono al concordato.
Esclusioni e decadenza
Tuttavia, l’accesso al concordato non è automatico. Alcuni contribuenti ne sono esclusi, come coloro che hanno debiti tributari pregressi, non hanno presentato le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni o sono stati condannati per reati tributari.
Inoltre, si può decadere dal concordato se, ad esempio, si verificano significative variazioni rispetto ai dati dichiarati in sede di adesione, se non si versano le imposte dovute o se si commettono violazioni fiscali.
La procedura di accesso
La procedura inizia con la proposta dell’Agenzia delle Entrate, basata sui dati forniti dal contribuente e sulle informazioni in possesso dell’Amministrazione. Il contribuente può accettare o rifiutare la proposta entro un termine stabilito.
Il Decreto Correttivo
Il decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri ha introdotto alcune modifiche alla disciplina del concordato. Tra queste, nuove cause di esclusione, un diverso calcolo degli acconti e una proroga per il rilascio del software di calcolo per i contribuenti in regime forfetario.
Considerazioni finali
Il concordato preventivo biennale può rappresentare un’opportunità per molti contribuenti, ma è fondamentale valutare attentamente la propria situazione fiscale e i requisiti richiesti prima di aderire. Un professionista qualificato potrà fornire un’adeguata consulenza in merito.




